Collana Archivi Diversi

 
IL GRANDE "INCUBO CHE MI SON SCELTO"
a cura di
Luciano Curreri & Michel Delville
ISBN 9788876065972
€ 12,00 - Pag. 140

Il volumetto che avete fra le mani è un omaggio birichino a Profondo rosso (1975) di Dario Argento - di cui quest'anno ricorre il quarantesimo anniversario - ovvero al grande «incubo» che molti della nostra generazione si sono scelti, a un certo punto della loro vita, per confrontarsi con il cuore di tenebra dell'umanità. Cinema e letteratura non erano - e non sono - compartimenti stagni, per noi. E per non parlare della musica, che ci parlava - il gioco di parole è voluto - tanto quanto erano in grado di farlo un testo letterario o cinematografico; e poco importa che il primo non avesse propriamente una colonna sonora, perché la si trovava facilmente. Avevamo orecchio, forse un orecchio sporco, ma avevamo orecchio. E del resto, nella vita, ci vuole orecchio, come cantava Jannacci, e meglio se sporco, ché la realtà è sporca. Insomma, cari lettori, non aspettatevi pezzi pulitini, saggi risciacquati troppo a lungo nell'Arno dell'accademia, ma una 'sporca dozzina' di articoli in tre lingue diverse: francese, inglese e italiano. Per cercar di restare davvero in mezzo alla comunità tutta e non isolarci nei nostri studi universitari, bisogna sentire ogni tanto che quel che facciamo di solito è forse troppo pulitino.

 
Luciano Curreri (Torino, 24 agosto 1966) insegna letteratura italiana all'Università di Liegi ed è membro del "Centre Interdisciplinaire de Poétique Appliquée". Ha scritto e curato decine di volumi, tra monografie, miscellanee, edizioni, traduzioni e antologie. Ricordiamo Solo sei parole per Sciascia. Zolfara, popolo, etica, corpo, leggerezza, saggio, (Euno, 2015), L'Europa vista da Istanbul. Mimesis (1946) e la ricostruzione intellettuale di Eric Auerbach (Sossella, 2014), Misure del ritorno. Scrittori, critici e altri revenants (Greco&Greco, 2014), Il peplum di Emilio. Storie e fonti antiche e moderne dell'immaginario salgariano (1862-2012) (Il Foglio, 2012), L'elmo e la rivolta. Modernità e surplus mitico di Scipioni e Spartachi (con Giuseppe Palumbo, Comma 22, 2011), Pinocchio in camicia nera. Quattro "pinocchiate fasciste" (Nerosubianco, 2008 e 2011), Mariposas de Madrid. Los narradores italianos y la guerra civil española (Prensas Universitarias de Zaragoza, 2009; ed. or. Bulzoni, 2007). Partecipa a "Il tempo e la storia" di RAI 3 e scrive racconti: Quartiere non è un quartiere, (Amos, 2013).

Michel Delville (Liegi, 30 aprile 1969) insegna letteratura inglese e letteratura comparata all'Università di Liegi, dove dirige il "Centre Interdisciplinaire de Poétique Appliquée". Ha pubblicato una ventina di libri, fra cui Radiohead: Discogonie de OK Computer (Densité, 2015), Crossroads Poetics: Text, Image, Music, Film & Beyond (Litteraria Pragensia, 2013), Food, Poetry, and the Aesthetics of Consumption: Eating the Avant-Garde (Routledge, 2009), Frank Zappa, Captain Beefheart, and the Secret History of Maximalism (Salt, 2005; con Andrew Norris), J. G. Ballard (Northcote House, 1998), The American Prose Poem: Poetic Form and the Boundaries of Genre (University Press of Florida, 1998). Ha pubblicato anche raccolte di prose e poesie: Entre la poire et le fromage (Éditions de l'entourloupe, 2013), Le Troisième corps (Le Fram, 2004). In una specie di vita parallela suona rock progressivo contaminato da sonorità jazz in un gruppo d'avanguardia: The Wrong Object, After the Exhibition (Moonjune Records, 2013).