Autori Contemporanei Poesia

 
DISSOLVENZE - Antonio Messina
ISBN 978 - 88 - 7606 - 173 – 8
€ 10,00 - Pag. 90
 

Si avverte nelle liriche dell’autore la necessità di cogliere a pieno brevi attimi prima della corruzione del tempo; le liriche infatti non si concretizzano in un “compiuto” riconducibile a un agito personale concluso. Il musicante-poeta segna parole nello spartito del vivere, lo pennella, colora e gli dà voce, girovago e cantore di strada sparge semi di note, dispensa minuti di respiro. Il suono è intrinseco alla parola che si sussegue leggera, spaesata, questuante a volte per essere raccolta e amata, ampiamente conoscitrice di altri “strumenti espressivi” all’interno dei quali trova la sua libertà e dissolvenza. L’affanno di appartenenza affiora nei paesaggi rarefatti, scossi dal vento, coperti di neve, senza consolazione, immagini desiderose di avere forma e di trovare un ruolo “oltre l’incertezza dell’amore /prendimi”. Il tempo consuma, frammenta, sbriciola, da qui il desiderio del poeta di un ‘incisione’, di un segno che nel marmo resista al tempo, di una scultura in divenire come unico modo per eternizzare i sentimenti anche in gestualità immobili che l’autore affida al suono multicorde del vento, altro elemento questo che regola la melodia delle liriche. Antonio Messina, dopo la raccolta di racconti La memoria dell’acqua e il romanzo Le vele di Astrabat, vere e proprie prose poetiche, ritorna al suo antico amore per i versi con una silloge intensa, figurativa e anche surreale (dall'introduzione di Patrizia Garofalo).

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