Collana I Saggi

 
IL REDDITO DI CITTADINANZA
ITALIA ED ECUADOR: DUE MODELLI A CONFRONTO
Samina Zargar
ISBN 9788876065477
€ 12,00 - Pag. 140
 
Il salario minimo garantito e il cosiddetto reddito di cittadinanza sono argomenti, ormai, oggetto di discussione e di grande attenzione in tutto il mondo. Anche in Italia se ne discute molto, dal momento che è l’unico paese all’interno dell’Unione europea, oltre alla Grecia, a essere privo di un reddito minimo di qualsiasi tipo.
Il testo esamina il concetto di dignità umana con particolare riguardo, come scrive il prof. Luca Mezzetti nella sua introduzione, a “principi e politiche che pongano al centro degli interventi normativi la vita umana per la cui felicità, secondo l’Autrice, devono essere concepite le politiche del lavoro e di conseguenza quelle economiche”.
Per questa ragione, anche in relazione alla “Dichiarazione dei Diritti Umani Emergenti di Monterrey”, viene confrontata la situazione europea con un caso esemplare: l’Ecuador, che, insieme ad altri paesi sud americani, propone il “buen vivir”.
Il “vivere bene”, infatti, è la piena soddisfazione delle necessità, oggettive e soggettive, delle persone e del popolo, attraverso l’abolizione dello sfruttamento dell’uomo e della natura, eliminando le discriminazioni a partire dalla realizzazione concreta del diritto alla salute, all’educazione, alla partecipazione politica ed economica attiva, alla propria cultura e alla propria socialità, cioè all’esistenza umana.
In sintesi, il “filo conduttore” che caratterizza il testo ruota intorno a una domanda cardine, la base per sviluppare tutti i ragionamenti successivi: “Il lavoro: in funzione dell’economia o della felicità umana?”
“Perché non veniamo alla luce per svilupparci solamente, cosí, in generale. Veniamo alla luce per essere felici.” (MUJICA J., Presidente dell’Uruguay, dal discorso, Conferenza dell’ONU sullo sviluppo sostenibile, Rio de Janeiro, 5 luglio 2012).

Samina Zargar, laureata in Giurisprudenza - Laurea Magistrale a ciclo unico all’Università di Bologna nel luglio 2014 - è da sempre appassionata di diritti umani. È stata attivista di Amnesty Unibo, gruppo giovanile coordinato da Amnesty International. Ha effettuato esperienze all’estero come, ad esempio, gli scambi giovanili dei Lions (tra giovani di nazionalità diverse) in Danimarca e Hong Kong o il viaggio-volontariato in Togo con l’associazione Savona nel cuore dell’Africa. Da sempre redattrice di articoli, testi, saggi per varie occasioni pubbliche e per alcuni importanti concorsi. È stata relatrice in occasione di ricorrenze come il Giorno della Memoria o della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie e in convegni come Sull’amministrazione della Giustizia in Italia: irresponsabilità, indipendenza o potere del Magistrato? organizzato dalla Camera Europea di Giustizia. Scrittrice di poesie dalla tenera età, vincitrice di numerosi Concorsi letterari, ha pubblicato il libro: I miei primi diciotto anni. Ha studiato violino e pianoforte presso il Conservatorio “G. Ghedini” di Cuneo.